Tesoro di San Gennaro

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Siamo alla corte del pianoforte, tra spunti tematici che richiamano la tradizione e il folklore partenopeo e progressioni armoniche che ci ricordano l’aria culturale cosmopolita che si respirava durante il regno dei Borbone. Ma durante il regno del “re diciottenne” Ferdinando IV, il linguaggio reale si era arricchito, come in questo brano, di elementi, atteggiamenti e “parole” della strada, declamate in dialetto napoletano stretto. Proprio come succede con le percussioni costruite e suonate da Maurizio Capone, materiali riciclati, scomposti e un po’ lazzaroni.